
Voce del Corpus
Louis Braille
Louis Braille (1809–1852) è il personaggio principale dell'articolo su MaNaDeʼeL. Cieco dall'età di cinque anni per un incidente, sviluppò tra i dodici e i sedici anni un nuovo sistema di scrittura in rilievo, adattando e rendendo più compatto il sistema a dodici punti di Charles Barbier. Pubblicò il sistema nel 1829; a diciassette anni insegnava già all'Institut National des Jeunes Aveugles di Parigi.
Traiettoria
Louis Braille nasce a Coupvray, nei pressi di Parigi, nel 1809. A tre anni si ferisce a un occhio nello studio del padre sellaio; l’infezione si diffonde all’altro occhio, e a cinque anni è completamente cieco. A dieci viene ammesso all’Institut National des Jeunes Aveugles di Parigi, all’epoca una delle poche scuole per non vedenti in Europa.
Lì incontra il sistema di Charles Barbier: una scrittura in rilievo su dodici punti. Il sistema è troppo complesso. Braille, tra i dodici e i sedici anni, ne riprende il principio e lo rielabora in un sistema a sei punti — abbastanza da codificare lettere e numeri — e crea un sistema che si può leggere con un solo polpastrello. Pubblica la prima versione nel 1829; a diciannove anni sviluppa la notazione musicale. Una versione riveduta del sistema viene pubblicata nel 1837.
A diciassette anni insegna già all’Institut. Muore di tubercolosi nel 1852, a quarantatré anni, prima che il sistema venisse adottato ufficialmente in Francia (il riconoscimento avviene nel 1854, due anni dopo la sua morte, e il processo di adozione internazionale proseguirà nei decenni successivi). Oggi il Braille è usato in tutto il mondo, in adattamenti per ogni lingua.
Perché il Corpus ha scelto Braille
Il caso di Braille è esemplare per MaNaDeʼeL perché illustra la distinzione tra forma e funzione. Braille non recupera la vista — la forma perduta. Rende nuovamente praticabile la funzione: l’accesso al linguaggio scritto, alla cultura, alla trasmissione del sapere. E lo fa costruendo una nuova forma, non restaurando quella precedente.
Nella lettura del Corpus, il movimento di Braille segue questa sequenza: perdita della vista → impossibilità di usare la forma precedente → permanenza della funzione di accesso alla scrittura → costruzione di un nuovo strumento → riattivazione della funzione. Non si tratta di ritrovare un bene già pronto: il nuovo strumento viene progettato, testato e costruito a partire da un principio precedente.
Il Corpus usa il caso Braille per mostrare che il mandato di MaNaDeʼeL non si esaurisce nel fortunato ritrovamento di ciò che era smarrito. La scoperta può richiedere costruzione.
Nota editoriale
Louis Braille appare nell’articolo [[36-manadeel]] come caso principale. Viktor Frankl e Stephen King sono citati nel corpo dell’articolo come casi secondari che illustrano varianti del medesimo mandato.
Per approfondire
- Louis Braille, Procédé pour écrire les paroles, la musique et le plain-chant au moyen de points (1829)
- C.M. Mellor, Louis Braille: A Touch of Genius (2006)