Concetto Sibaldi
Parlamento della coscienza
Le voci interiorizzate da figure del passato — genitori, insegnanti, media, ambiente — che si attivano quando si sta per fare qualcosa di nuovo e vengono scambiate per la propria voce interiore autentica.
Lettura di Igor Sibaldi
Nel sistema di Sibaldi, il parlamento della coscienza non è la voce più profonda dell'individuo: è il coro che ha assorbito. Finché non lo si riconosce come tale, ogni tentativo di cambiamento viene bloccato da quella che sembra essere la propria saggezza interiore.
Il parlamento della coscienza — figura introdotta da Igor Sibaldi — descrive l’insieme delle voci interne che si attivano quando si sta per fare qualcosa di nuovo, qualcosa di leggermente diverso da quello che si è sempre fatto.
Quella voce sembra interiore. In realtà è collettiva: composta dalle figure che nel tempo sono state interiorizzate — genitori, insegnanti, colleghi, media, amici, comunità di appartenenza. Le abbiamo assorbite così completamente da non riconoscerle più come esterne. Le scambiamo per la nostra saggezza, per il nostro senso critico, per la nostra coscienza morale.
Il termine parlamento è preciso: non è una voce sola ma un’assemblea di voci diverse, che votano, discutono, si contraddicono — e che tendono a convergere quando si tratta di bloccare un cambiamento che esce dal tracciato familiare. L’assemblea parla con il tono del buon senso, della prudenza, del realismo.
Il problema non è che quelle voci esistano — è che vengano trattate come la voce più autentica. Distinguere il proprio desiderio dalla lista di ciò che il parlamento approva è uno dei lavori centrali del processo di liberazione descritto da Sibaldi.
Fonti ottocentesche: non applicabile — il termine è elaborazione di Sibaldi.
Sfumature per energia
#16–#26 (coro dei Troni e Dominazioni)
Il parlamento della coscienza è particolarmente attivo nelle energie che portano alla manifestazione e alla visibilità — ogni volta che si sta per mostrarsi, il parlamento interviene con valutazioni che richiamano alla norma. Il dubbio su se stessi e la preoccupazione sono i due blocchi in cui la sua voce è più riconoscibile.
Note
Il parlamento della coscienza condivide alcune caratteristiche con il Super-io sibaldiano ma si distingue per ampiezza: il Super-io è la voce del giudice interno sul sé personale; il parlamento è l’insieme delle voci sociali interiorizzate che giudicano le scelte in rapporto al gruppo di appartenenza.