Concetto Sibaldi
Eros
Forza espansiva della psiche — non sensualità, ma iperattività dell'intelletto e desiderio di ampliare i confini delle proprie scoperte. L'opposto dell'accidia.
Lettura di Igor Sibaldi
In 'Eros e Amore', Sibaldi distingue l'eros dalla mera sensualità: è la spinta vitale che porta a voler capire, creare, scoprire — l'orientamento che rende possibile l'interesse autentico per il mondo.
Nel sistema di Igor Sibaldi, eros non è sinonimo di sensualità né di attrazione romantica. È un termine usato nel suo senso più ampio — quello che la filosofia greca attribuiva a Eros come principio cosmico: la forza che muove verso l’altro, verso il nuovo, verso l’ignoto.
Sibaldi lo definisce in Eros e Amore come forza espansiva della psiche: l’iperattività dell’intelletto, il desiderio di ampliare i confini delle proprie scoperte, la spinta che rende possibile l’interesse autentico per ciò che si incontra. In questo senso, l’eros è l’orientamento vitale di fondo che precede qualsiasi azione specifica — non un impulso occasionale ma una direzione stabile della psiche verso la vita.
La sua assenza è ciò che Sibaldi chiama accidia: non l’incapacità di fare, ma la perdita di questa spinta originaria. Chi ha smarrito il contatto con il proprio eros può continuare ad agire — ma agisce senza che nessuna delle sue azioni lo soddisfi davvero, perché manca la radice da cui l’interesse autentico cresce.
Fonti ottocentesche: il termine ha radici nella filosofia greca antica (Platone, Simposio; Esiodo, Teogonia). Nel contesto del Corpus Sibaldianum viene usato nel senso specifico che Sibaldi elabora in Eros e Amore.
Sfumature per energia
#16–#26 (coro dei Troni e Dominazioni)
L’eros sibaldiano è la risorsa che ogni energia del coro tende a riattivare da un angolo specifico. L’indifferenza lo sopprime; l’indecisione lo trattiene; il dubbio su se stessi lo svaluta; la preoccupazione lo dirige verso scenari futuri invece che verso il presente. Riconoscere dove l’eros si blocca è il primo passo per ricontattarlo.
Note
Il termine viene usato dal Corpus sempre con la maiuscola iniziale quando si riferisce al concetto sibaldiano, per distinguerlo dall’uso comune. Voce collegata: Accidia.