
Mandato
Empietà («impiété»)
Nel Corpus: il principio che spezza la coerenza tra ciò che si afferma e ciò che si vive. Nella fonte (Lenain) il termine ha significato propriamente religioso; il Corpus lo rilette come scissione tra parola e vita — da distruggere attraverso gli stessi due canali indicati da Lenain: scritti ed esempio.
Le fonti ottocentesche
Lenain (1823)
«elle fera tous ses efforts pour détruire l'impiété par ses écrits et par son exemple» — Lenain, 1823, p. 64. Nel contesto della voce di Lenain, l'impiété indica ciò che si oppone alla dimensione religiosa e al suo ordine di riferimento. Il termine non va automaticamente tradotto con «ateismo»: appartiene a un vocabolario religioso più ampio, in cui l'empietà designa l'atteggiamento di chi nega o sovverte l'ordine che il mandato è chiamato a propagare.
Nel mandato di ReYiYʼeL, Lenain usa la formula: «ella farà ogni sforzo per distruggere l’empietà con i propri scritti e con il proprio esempio». Nel linguaggio religioso di Lenain, impiété indica l’atteggiamento contrario alla pietà e al riferimento religioso che struttura il mandato: va mantenuta, nella fonte, nel suo significato propriamente religioso. L’estensione a un significato psicologico o strutturale appartiene alla rilettura del Corpus.
La formula di Lenain è notevole per la specificità dei due canali: par ses écrits (con i propri scritti) e par son exemple (con il proprio esempio). Non basta l’uno senza l’altro. Questa duplicità è il cuore del mandato e la chiave della scelta del caso biografico Thomas More.
Nel Corpus, l’empietà viene riletta come il principio che spezza la coerenza tra ciò che si afferma e ciò che si vive. Non necessariamente in ambito religioso: «distruggere l’empietà» diventa allora interrompere la propagazione di una scissione tra parola e vita, attraverso gli stessi due canali indicati da Lenain — gli scritti e l’esempio.
# 29 ReYiYʼeL
Fonti ottocentesche (Lenain, 1823): «elle fera tous ses efforts pour détruire l’impiété par ses écrits et par son exemple» — il protetto di ReYiYʼeL farà ogni sforzo per distruggere l’empietà con i propri scritti e con il proprio esempio. Lenain, 1823, p. 64.
Lettura moderna (Corpus Sibaldianum): Thomas More ha distrutto l’empietà — intesa come la pretesa di Enrico VIII di riscrivere l’ordine sacrale per ragioni di convenienza politica — prima con gli scritti (Historia Richardi Tertii, i trattati teologici contro la Riforma) e poi con l’esempio: il rifiuto del giuramento, il silenzio selettivo in carcere, la scelta finale sul patibolo. Il Corpus non usa More come martire eroico: lo usa come specchio di una struttura — quella in cui i due canali del mandato (scritti e vita) raggiungono una coerenza così alta che la vita stessa diventa un testo leggibile.