Concetto Sibaldi

Accidia

Non l'incapacità di fare, ma l'incapacità di trovare motivazioni interiori all'agire — definita da Sibaldi come assenza di eros, inteso come forza espansiva della psiche.

Lettura di Igor Sibaldi

In 'Eros e Amore', Sibaldi definisce l'accidia come assenza di eros — non di sensualità, ma di quella forza espansiva della psiche che è iperattività dell'intelletto e desiderio di ampliare i confini delle proprie scoperte.

L’accidia è uno dei sette vizi capitali della tradizione cristiana medievale — ma la sua radice è più antica. Nel sistema di Igor Sibaldi, ripreso in Eros e Amore, l’accidia riceve una definizione che la distingue dalla pigrizia e dalla depressione: è l’incapacità di trovare motivazioni interiori all’agire, non l’incapacità di agire in assoluto.

Una persona in stato di accidia può essere iperattiva, efficiente, impegnata in molte attività — e tuttavia sperimentare una forma di vuoto interiore che nessuna di queste attività riesce a colmare. La distinzione è questa: agisce, ma non per una spinta che sente come propria.

Sibaldi definisce l’accidia come assenza di eros — non nel senso ristretto di sensualità, ma nel senso più ampio di forza espansiva della psiche: quella spinta che porta a voler ampliare i confini delle proprie scoperte, a interessarsi al mondo, a desiderare di capire e di creare. L’opposto esatto dell’indifferenza non è l’entusiasmo performativo — è questo eros come orientamento vitale di fondo.

Fonti ottocentesche: il termine ha radici nella tradizione monastica e nella teologia medievale. Non compare in Lenain né in d’Olivet come termine tecnico.

Sfumature per energia

#16–#26 (coro dei Troni e Dominazioni)

L’indifferenza — prima malattia dell’atteggiamento nel sistema dell’articolo — è la manifestazione più diretta dell’accidia nel senso sibaldiano. Non è apatia generica: è l’assenza di quella spinta espansiva che renderebbe possibile l’interesse autentico per ciò che si incontra.

Note

L’accidia sibaldiana si distingue dalla depressione clinica: non è un disturbo dell’umore ma una condizione di assenza di orientamento vitale, che può coesistere con uno stato emotivo apparentemente stabile. Non va diagnosticata né trattata come patologia — va riconosciuta come segnale di un contatto perduto con il proprio eros.

Voce collegata: Eros.

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